Viaggio In Valdelsa

Viaggio In Valdelsa

Oggi vi portiamo in Valdelsa, uno fra i territori più affascinanti tra quelli che da secoli vedono la propria storia indissolubilmente legata a quella di Firenze, un contesto dove antichi borghi, pievi, abbazie, dimore signorili si alternano a dolci colline coperte da vigneti, oliveti e verdi boschi di quercia e leccio in un paesaggio modellato attraverso i secoli dalla sapiente mano dell’uomo.

Certaldo, dove la storia incontra la poesia

Visitare la Valdelsa significa anche fare un viaggio attraverso i luoghi che diedero origine ad alcuni fra i maggiori ingegni della cultura italiana: il nostro tour attraverso questa terra straordinaria inizia infatti da Certaldo, patria di Giovanni Boccaccio autore del famoso Decameron, primo biografo di Dante Alighieri e primo lettore in pubblico della sua Commedia.
Entro le mura del castello, che conserva ancor oggi l’urbanistica del periodo medievale, le nostre guide vi accompagneranno alla scoperta della casa dove Boccaccio visse gli ultimi anni di vita, oggi sede dell’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio. Poco distante è l’antica canonica dei Santi Michele e Iacopo dove Boccaccio venne sepolto: è lì che si conserva una delle più antiche memorie del nostro Poeta, posta a ricordo della sua sepoltura e del suo amore per Certaldo.

Memorie letterarie si intrecciano, qui a Certaldo, a quelle politiche del dominio secolare esercitato da Firenze sugli uomini, sui castelli e sulla strada – la via Francigena – motore primo della ricchezza e dello sviluppo della Valdelsa: sull’alto del colle, entro le mura del castello, si erge la mole imponente del Palazzo dei Vicari, residenza per oltre trecento anni dei Vicari che Firenze inviava a governare il Vicariato che aveva in Certaldo la sua sede. Memorie preziose di questa funzione sono le decine di stemmi, in pietra o in pregiata terracotta invetriata che i singoli vicari apposero alla facciata del palazzo nel corso dei secoli e ancora oggi visibili. All’amministrazione della giustizia demandata ai Vicari è legato il Tabernacolo dei Giustiziati affrescato dal pittore fiorentino Benozzo Gozzoli (1464 ca.): gli affreschi, conservati oggi all’interno della chiesa di San Tommaso (annessa al Palazzo di Vicari), ornavano in origine un’antica edicola posta a ridosso del ponte che permetteva alla strada Francigena di valicare il torrente Agliena, ai piedi del castello: era qui, come ricordano antichi documenti, che veniva celebrata la messa quando “si faceva giustizia di mozzare il capo”.

La Valdelsa e le sue pievi: San Lazzaro a Lucardo

Da Certaldo ci spostiamo di qualche chilometro per raggiungere una fra le più belle e antiche chiese dell’area, la pieve di San Lazzaro a Lucardo (X secolo) che conserva ancora oggi la struttura e l’impianto di epoca romanica. Patronato per almeno quattro secoli della potente casata fiorentina dei Gianfigliazzi, la pieve conserva ancora oggi parte della decorazione ad affresco realizzata dal pittore Cenni di Francesco di ser Cenni, l’artista che alla fine del Trecento lavorò per gli stessi Gianfigliazzi nella cappella di famiglia, visibile ancora oggi  nell’antica chiesa fiorentina di Santa Trinita.

Firenze, fatti in là, ché Semifonte si fa città!

Il nostro viaggio prosegue alla volta del non distante colle di Semifonte. Qui si incontrano il mito e la storia, quelli legati alla nascente potenza di Firenze e alle battaglie combattute per affermare il suo controllo su un territorio, la Valdelsa, fra i più ricchi dell’Europa del medioevo in quanto a uomini e risorse: sul pianoro del colle dove la vista spazia per decine e decine di chilometri, fedeli alleati dell’impero – i Conti Alberti – fondarono allo scadere del XII secolo un centro fortificato che avrebbe precluso a Firenze la propria espansione verso quest’area. Circostanze storiche e abili maneggi politici, come vi racconteremo, permisero a Firenze di stroncare questo progetto quasi sul nascere. Semifonte venne rasa al suolo e l’interdetto fu scagliato su quel colle dove nessun edificio, decretavano i fiorentini, avrebbe potuto essere ricostruito.

Rispettato per secoli, vi fu un momento nella storia del colle in cui l’interdetto – eccezionalmente – fu revocato: salendo su quella collina vediamo infatti stagliarsi la sagoma di un solenne oratorio che nelle sue forme, struttura e proporzioni è una chiara citazione – benché in scala minore – della grandiosa tribuna del duomo di Firenze, sormontata dalla celebre cupola costruita da Filippo Brunelleschi.

Perché questo oratorio? Chi finanziò la sua costruzione? E, soprattutto, perché Firenze ne concesse la realizzazione?

Tutti “segreti” che scoprirete insieme alle nostre Guide: prenotate adesso la vostra visita in Valdelsa!

 

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